No, grazie

MODUS CREANDI

mercoledì, luglio 12, 2006

MAD MAX 3, OLTRE LA SFERA DEL TUONO

Titolo Originale: MAD MAX BEYOND THUNDERDOME
Regia: George Miller, George Ogilvie
Interpreti: Mel Gibson, Tina Turner, Bruce Spence, Frank Thring, Angelo Rossitto
Durata: h 1.47
Nazionalità: Australia, USA 1985

Civiltà postatomica. Max si ritrova in una città lussuriosa, Baster Town, dominata dalla regina nera Aunthy Entità. Sarà costretto ad un duello da cui uscirà vincitore e per questo poi sarà espulso dalla città e abbandonato nel deserto. Qui sarà aiutato da un bambino che lo condurrà in seno ad una strana tribù di bambini che, sopravvissuti ad un disastro aereo, vivono senza adulti e senza cognizione del passato. Mad Max, a capo del gruppo dei bambini ritorna a Baster Town e ne distrugge gli impianti produttivi. I bambini poi riescono a scappare e ad arrivare nella città in cui hanno sempre sperato, una città dove ricominciare, mentre Mad Max ritorna a peregrinare.
Questo film è una apologia per la società tecnologica che provocò l'olocausto nucleare. In quest’ambientazione postapocalittica la tecnologia viene ancora vista positivamente.
La città di Bastertown rappresenta la cupidigia e l’uso errato della tecnologia. L'altra mini-società è l'idilliaca 'valle perduta' dei bambini; il luogo nascosto e chiuso in uno scrigno da bambini, bozzolo del nuovo futuro, ancora estremamente fiducioso in quanto senza memoria del passato. Quelle poche testimonianze di una vita tecnologica lontana, non fanno che alimentare la curiosità in loro di evoluzione. Uno degli aspetti di questa parte di film è il deterioramento linguistico e i relitti tecnologici, rotti, confusi e incompresi ne costruiscono la proto-mitologia. Il bisogno di scienza e tecnologia rappresenta per i bambini la prova positiva che la loro tecno-civiltà mitica è reale. Sono i lluminati solo quei bambini, che rifiutando la saggezza convenzionale della tribù e gli avvertimenti minacciosi di Max, lasciano la valle. Gli altri per paura rimangono (nello stagnamento della vita bozzolo-ragnatela). E’ prorio Max che però li costringe inizialmente all’inazione. Max rappresenta le due civiltà neè memore. Sarà però lui, che accortosi della fiammella che arde in quei pochi che credono nel cambiamento, a guidarli lontano. Max è un duce temporaneo, il traghettatore nella valle del futuro, ed è rappresentato sempre in movimento. C'è la deprimente possibilità che di nuovo, un giorno, questi ragazzi avranno la conoscenza e la capacità di fare le stesse cose terribili; almeno stanno ricercando la verità e non il comfort. La proibizione è un modo abbastanza scarso per limitare il comportamento umano nella nostra società occidentale orientata verso la libertà, e ogni sforzo per proibirne la curiosità tecnologica non avrà mai successo.

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