Anima post-post moderna.

Impoverimento esistenziale ed assenza di ideali centralizzanti e unificatori sono caratteristiche di questa umanità post-post moderna, anzi sempre più in là della modernità. In questo frastuono di sintomi, emozioni, vibrazioni tecnologiche, imput mediatici e multimediali, l’umanità si perde... è un naufragare continuo. E’ una rimozione forsennata di tutte le paure , una catalizzazione generale di tutti i mali. Questa discontinuità ha creato però molti linguaggi, molte fusioni etniche. La modernità è un frattale di tante realtà e come tale più potente di tutte le culture passate. L’unica vera, ineluttabile paura è la morte: tabù inaccessibile. La gente del passato affrontava la morte con una condizione psicologica di autenticità, fascinazione e mutamento estremo. Le società occidentali, ora, cercano invece il modo di banalizzarla, esorcizzandola e privando la vita stessa del suo più profondo significato. Così l’umanità post-post moderna dovrebbe finre in modo banale? Che orrore, che paura! Meglio non pensarci tanto! E cavalcare l’oceano della perplessità evolutiva e naufragar me dolce in questo mar. LOST!



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1 Comments:
At mercoledì, agosto 30, 2006 12:48:00 PM,
Arcimboldo said…
Non stiamo naufragando, siamo semplicemente in viaggio da tanto tempo che ci siamo dimenticati sia la partenza che la destinazione. Ed abbiamo cominciato a pensare che non ci sia altro oltre all'acqua, mutevole e pericolosa, mai uguale a se stessa. Un giorno forse qualcuno di noi scorgerà la terra, e riuscirà a dare l'avviso. Oppure il mare ci inghiottirà e troveremo finalmente la pace nel suo freddo ed oscuro abbraccio.
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